Green design… KOKEDAMA!

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Chi l’ha detto che il design è fatto solo di oggetti senza vita?
Il design e l’interior design passano anche dal green… Il green che ho visto in un negozio di fiori di corso Vittorio Emanuele a Torino per esempio… mi sono letteralmente innamorata …

Parola d’ordine: KOKEDAMA!
Ma cos’è?
E’ una tecnica giapponese di coltivazione – mi spiega Corinna, l’appassionata proprietaria di UltraViolet shop – nasce nel 1600 e porta con se un profondo legame e rispetto per la natura.
Ma prima di capire il perchè, cerchiamo di capire in cosa consiste:
si tratta di piante che sono messe a dimora in una palla di muschio e terriccio… semplice a dirsi, un po’ meno a farsi. Ci va pazienza – dice Corinna – bisogna provare e trovare la composizione giusta, capire qual’è il muschio più adatto e soprattutto bisogna osservare la pianta ed i suoi cambiamenti. Daltronde si parla dei giapponesi, re della pazienza e della filosofia Zen… e anche Corinna ne ha da vendere!
Il Kokedama è una filosofia completamente ecologica e sostenibile e prevede che la pianta rimanga a contatto con il suo ambiente naturale, creando una sorta di ecosistema che ha bisogno del nostro aiuto solo per una cosa: l’acqua! Le piantine devono infatti essere immerse in una bacinella d’acqua fino a che l’aria presente dentro la palla fuoriesca tutta sottofroma di bollicine, poi si tira su, si strizza delicatamente e si rimette a posto.
A proposito di “posto”… i Kokedama si possono poggiare o appendere e l’effetto è davvero suggestivo!

Who said design is only for forniture or objects?
Design and Interior design use plants as well … For example the plants that I’ve seen in a flower shop in c.so Vittorio Emanuele in Turin… I’ve fell in love in a minute!

Password: KOKEDAMA!
What is that?
It’s an ancient Japanese cultivation technique – explains Corinna, the passionate owner of UltraViolet shop – born in the XVII century with a deep relationship and respect for nature.
But before discovering why, let’s understand what kokedama is:
it’s about plants that are planted in a ball of musk and soil … simple to say, not easy to make. You need patience – says Corinna – and you have to try and find the right composition of musk and soil, the most suitable musk and,  above all, you must watch the plant and its changing. In fact we are talking about Japanese people, kings of patience and Zen philosophy…. and Corinna is plenty of pacience as well!
Kokedama is a philosophy completely ecological and sustainable and it means that plants stay in contact with their natural environment, and it creates a kind of ecosystem that needs our help just for one thing: water!
Plants should be immersed in a water basin till the air inside the ball has come out as bubbles, then they should be pull up, gently squeezed and finally repositioned.
Speaking of “place” … Kokedama can rest or hang, and the effect is really impressive!

Ogni pianta può essere coltivata con la tecnica del Kokedama, ma ogni pianta è diversa, ha le sue esigenze e non uguale all’altra. Corinna le prepara anche su richiesta con ogni tipo di pianta. Nel suo negozio le abbiamo trovate deliziose e di design! Ed io già mi vedo un angolino green che da un tocco di stile alla casa, un bagno fatto di palle pendenti, un mobile arredato con le piantine… e non vedo l’ora di usarle nel prossimo progetto di CIESSE.
Corinna preparati, sono già diventata una tua cliente fissa!

www.ultravioletshop.it
c.so Vittorio Emanuele II, 73

Each plant can be grown with the Kokedama technique, but each plant is different, has its own needs and it’s like no others. Corinna can taylore kokedama with each type of plants. In his shop we found them delicious and glamour! And I can immagine a little green corner in a room, a bathroom with pendants green balls, furniture decorated with plants … and I cannot wait for using kokedama in the next CIESSE project.
Be prepared Corinna, you have a new custumer!

DANCING BUILDING

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Praga.
Costeggiando la riva est del fiume Moldava, partendo dalla città vecchia e dirigendosi verso sud, ad un certo punto…
non puoi non notarlo.
Tra isolati storici, ricchi di barocco e liberty, ad un certo punto…
rimarrete senza fiato.
Ammirerete una pelle sinuosa che si srotola con mille finestre su un angolo di isolato e ammirerete una torre di vetro modellata come fosse una morbida stoffa.
E’ il Dancing Building. Bellissimo.

Prague.
Along the east bank of Vltava River, starting from the old town and heading south direction, suddenly…
it’s impossible not see it.
Among historical blocks, full of baroque and art nouveau, suddenly…
you will get impressed.
You will admire a sinuous skin  which unrolls itself in thousand windows on a corner and you will admire a glass tower shaped like a soft cloth.
It’s the Dancing Building. Absolutely beautiful.

Non soffoca nenache per un attimo tutta quella storia che ha intorno, ma si inserisce perfettamente nella maglia della città, completandola.

A parte la sua straordinaria bellezza, la cosa che più mi colpisce di questo palazzo è il suo nome: il palazzo danzante. Perchè è proprio così! Le due torri sono due ballerini che danzano in un abbraccio romantico. E che ballerini! Si tratta infatti, per stessa ammissione di Frank Gehry, di Ginger Rogers e Fred Astaire, rispettivamente il vetro e la muratura.

It doesn’t stifle neither for a moment the history around it, but it fits perfectly in the city mesh, completing it.

Apart from its extraordinary beauty, the thing that impresses me more about it, it’s its name: the dancing building. In fact it is!
The two towers represent two dancers who dance in a romantic embrace, and what a dancers! It deals with, as Frank Gehry said, Ginger Rogers and Fred Astaire, respectively the glass tower and the masonry tower.

E quando lo guardi è proprio così… ti trasmette passione e movimento e secondo me è proprio questa la sua forza.
Certo Gehry non ha progettato l’edificio con la consapevolezza di dedicarlo ai due ballerini, ma, come dichiara nell’inrtervista ad Irena Fialova “penso sia successo con Vlado, un giorno, nel mio studio. Lo stavamo guardando…. ed è stato detto per gioco, non era inteso seriamente. Non loabbiamo mai disegnato. Quando abbiamo visto la torre di vetro, sembrava come un vestito e penso che sia stato Vlado a dire che sembrava una ballerina, come Ginger Rogers. E quando disse questo, ho detto bene, l’altra torre dovrà essere Fred Astaire”.
E così fu.

And when you look at it, it’s like that … it conveys passion and movement, and I think that is its power.
It’s sure that Gehry has not designed the building thinking about the two dancers, but, as he declaired in the interview with Irena Fialova, “I think it happened with Vlado in my studio one day. We were looking at it and… but it was said as a joke, it was never inteded seriously. We never designed it. When we saw the pinched tower, it looked like a dress and I think Vlado said it looks like a dancer, like Ginger Rogers. And when he said that, I said well, the other tower must be Fred Astaire then”.
And so it was.

Quando entri dentro invece, ti rendi subito conto che si tratta di un edificio degli anni ’90, per il suo design, opera di Vlado Munic.
Non è tutto visitabile, molti piani sono dedicati agli uffici, ma si può accedere al ristorante ed alla caffetteria in cima, fatta di vetro e specchio. Quel bar è la testa di Ginger.
Uscendo sulla terrazza si può vedere tutta Praga girando attorno al cappello di Fred… un cappello che è un’opera d’arte!

When you enter inside the building, you quickly realize that it’s a building of the ’90s, for its design, by Vlado Munic.
You cannot visit it in all its part, many floors are occupied by offices, but you can enter in the restaurant and in the coffee bar on the top, made of glass and mirror. That coffe bar is Ginger’s head.
Coming out on the terrace you can see whole Prague circling aroud Fred’s hat… a hat that is a work of art!

TORINO

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Torino è la mia città ideale. Torino E’ la mia città.
Ne ho avuto l’ennesima conferma questa sera. Una serata limpidissima e fredda. Ero su una bici, ma non ero io a pedalare; seduta dietro, sul portapacchi, senza dovermi preoccupare della strada, ho potuto godermi tutta la città, bellissima di notte, tanto quanto di giorno.
Siamo partiti da piazza Vittorio, dove ancora non mi rendevo conto di quello che stavo per vedere, ancora le macchine e le loro luci dominavano la scena.
Girando in via Principe Amedeo ho visto locali e negozi vecchi, che mi hanno riportato agli anni scorsi, quando le serate con gli amici erano d’obbligo, ma anche locali e negozi nuovi, che mi hanno stupito.
Torino non è come Milano, Torino è schiva…attaccata alle tradizioni… non lascia passare la moda facilmente, non accetta nuovi stili senza prima esaminarli e farli propri. Non si pavoneggia con vetrine decorate, perché non ha bisogno di attirare l’attenzione di nessuno. Torino è bella così com’è e sa di esserlo.
…. Ma questa sera ho visto che sta cambiando, di nuovo. Ho visto una caffetteria in french style rivisitato, la vetrina illuminata di torte e cupcakes in primo piano, tanto pizzo e piatti decorati. Di fronte un locale coloratissimo, tanto da sentirsi in Sudamerica. E ancora negozi con allestimenti di pallet e legno.

Poi siamo arrivati in via Roma. Niente è paragonabile alla sua imponenza e ad assaporare il suo silenzio in una serata fredda d’inverno.
Ed eccoci in piazza San Carlo. Poche persone a passeggio. Nessuna macchina. Lo scricchiolio dei sanpietrini sotto le ruote della bici, l’echeggiare delle note di “Con te partirò” suonate da un violino in una caffetteria aperta sotto i portici, il vento tra i capelli… fanno pensare di essere in un film con quella colonna sonora di sottofondo e con l’inquadratura che si sposta prima sui portici, poi sulla statua ed infine sulle due chiese. San Carlo e Santa Cristina stanno li, fiere e bellissime dopo il loro restauro, ti guardano e ti permettono di passare. E tu ti senti piena di libertà, quella libertà senza motivo che si prova a 20 anni e che pensavi di non poter provare più.

E poi fino a casa, passando per corso Castelfidardo e corso Lione… la bellezza del viale alberato a cui fanno da contorno edifici bellissimi.
Ed ancora la mia immaginazione si sposta dentro quegli edifici, dove ci sono centinaia di appartamenti… ah! Poterli sistemare tutti! Che sogno!

Non ho fatto fotografie stasera. Ho solo osservato.
Questa sera Torino me la sono tenuta nel cuore.

Turin is my perfect town. Turin IS my town.
I had another proof tonight. A crystal clear and cold evening . I was on a bike, but I wasn’t riding; sitting back, on the rack, without worrying about the road, I could enjoy the whole town, beautiful at night as much as during the day.
We started from Piazza Vittorio, where I didn’t even realize what I was going to see, the cars and their lights had dominated the scene.
Turning on via Principe Amedeo I saw old cafè and shops, which made me feel like in previous years, when the hangs out were a must, and new cafè and shops which surprised me.
Turin is not like Milan, Turin is shy … aware of traditions … it doesn’t accept easily new fashion, it doesn’t accept new styles without first examining them and make them own. It doesn’t strut with decorated shop windows, because it doesn’t need to attract anyone’s attention. Turin is beautiful as it is and it knows it.
…. But tonight I have seen that is changing, again. I saw a french style café revisited with the window showing cakes and cupcakes,  with a lot of lace and decorated plates. In front of this cafè a colorful pub, that makes you feeling in South America. And shops again with pallet and wood installations.

Then we got to via Roma. Nothing compares to its grandeur and to taste his silence on a cold evening winter.
And here we are in Piazza San Carlo. Few people walk. No cars. The crunch of the cobblestones under the wheels, the echoing notes of “con te partirò” played by a violin in a open cafeteria under the arcades, the wind in my hair … Make me feel being in a movie with that soundtrack in background and with the frame moving first on the arcades, then on the statue and finally on the two churches. San Carlo and Santa Cristina stay there, fairs and beautiful after their restoration, they look at you and they let you go. And you feel full of freedom, freedom without reason that one you feel at 20, and you thought you could not try anymore.

And then at home, passing over corso Castelfidardo and over corso Lione … the beauty of the tree-lined avenue that surround beautiful buildings.
And soon my imagination moves inside those buildings, where there are hundred apartments … ah! Restyle them all! What a dream!

I didn’t take any pictures tonight. I just watched.
Tonight I’ve kept Torino in my heart.

ARCHITETTURE DA RIANIMARE: La Habana Vieja

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Quando stai per scrivere di Cuba c’è bisogno che prima si faccia un po’ di ordine nella testa. E’ un attimo che ti ritrovi a parlare di politica, dei cubani, della natura, del tabacco, dei colori, dell’atmosfera, del mare… ecco, appunto, è meglio fermarsi qui.
Ma fare ordine è tanto difficile, anche quando sai bene cosa scrivere e di cosa vuoi parlare. E’ chiaro che qui si parlerà di architettura cubana, ma è impossibile scinderla dalla politica e dai cubani.
Perchè Cuba è così. E’ un casino. E passateci il termine perchè altri non ce ne sono.

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DI ARCHITETTURA E DI DESIGN

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Diciamoci la verità. Non siamo nati per fare i blogger noi…. ma dato che il nostro sito, per il quale dobbiamo ringraziare una super Valentina Masotti, prevede anche un blog..e allora perchè non usarlo?
E alla fine dobbiamo ammettere che l’idea ci ha solleticato parecchio…!
Perchè no?! Un posto dove condividere idee nascenti ed idee latenti,
un foglio dove postare frammenti di posti vecchi e nuovi,
un angolo di web dove far scoprire a tutti alcuni lati di torino, la nostra città, nascosti… quelli che non tutti conoscono,
una pagina pubblica dove scrivere i pensieri che di solito si annotano in un taccuino, quelli che si possono condividere,
un blog DI ARCHITETTURA E DI DESIGN.

Let’s face it. We were not born to be … bloggers. But our website, for which we must thank a super Valentina Masotti, includes a blog..e then why do not use it?
At the end we must say this idea have stimulated us a lot …!
Why not?! A place to share new ideas and latent ones,
a page where we can post scraps of new and hold places,
a corner in the web where to make discover some hidden places of our city Torino…… the ones many people don’t know,
a public space where we to write all the thoughts that usually are written in a notebook, the ones you can share,

a blog about ARCHITECTURE AND DESIGN.

Online!

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Finalmente non siamo più “Under Construction”! Siamo online! Mano a mano aggiorneremo il sito con i nostri progetti più recenti… stay tuned!stay-tuned